007 – Una classifica delle migliori università del mondo

È stata da poco pubblicata la classifica QS World University Rankings, ovvero una classifica delle migliori università del mondo. Essa può essere filtrata in base ad anno, luogo e area del sapere (ma anche per singola materia, per possibilità di inserimento nel mondo del lavoro, per numero di studenti aventi conseguito la sola laurea triennale e per studenti aventi conseguito un titolo ancora superiore). Per quanto riguarda i settori del sapere, cinque di essi sono macro-aree che includono le materie ad esse correlate. Ad esempio, la macro-area Natural Sciences Degrees contiene al suo interno le materie astronomia, matematica, fisica, geografia, chimica, sviluppo sostenibile, scienze terrestri e marine e metallurgia. È possibile filtrare la classifica per macro-aree o per singole materie. Io ho scelto la prima opzione, giusto per vedere dove si situassero per sommi capi le università italiane.

I dati che vi fornisco di seguito si riferiscono tutti al 2017. Ho voluto vedere dove si trovasse la prima università italiana tra quelle europee per la macro-area Arts and Humanities Degrees: l’Alma Mater Studiorum di Bologna è al 59° posto in scala mondiale, la 19^ tra le europee. Per la categoria Engineering and Technology Degrees il Politecnico di Milano è al 24° posto, 7° tra le europee. Per la categoria Life Sciences and Medical Degrees l’Università di Milano è 80^ nel mondo, solo 30^ in Europa. Per la categoria Natural Sciences Degrees l’Università Sapienza di Roma è 64^ nel mondo, 20^ in Europa. Infine, per la macro-area Social Sciences Degrees, la Bocconi risulta essere 17^ nel mondo, 5^ in Europa.

In generale, la situazione delle università italiane non è buona. Non parlo solamente del loro posizionamento in classifica, ma anche del rapporto qualità/prezzo, per dir così. Le università italiane registrate nel sito QS World University Rankings sono 23, a fronte delle 68 università complessive presenti sul territorio italiano. Si può dunque già ammettere amaramente l’esclusione di due terzi delle università italiane da questa classifica. Perché? Perché le università italiane non registrate si collocano oltre il 500° posto tra le migliori università del mondo, a fronte di tutti i criteri di cui si è parlato nel primo paragrafo. Ma la cosa che più mi manda in bestia riguarda i costi esagerati esatti dalle università italiane. In generale, iscriversi al Nord è più caro che iscriversi al Sud. Vi sono notevoli differenze nei costi d’iscrizione perfino all’interno di una stessa università. La scelta della facoltà è allora legata a ragioni economiche. Ma ecco il cuore della questione: un costo d’iscrizione maggiore non si traduce automaticamente in un’offerta di servizi migliori. Assolutamente no. Basti guardare la situazione delle università tedesche. Ad esempio, la Ludwig-Maximilians-Universität München è 16^ nel mondo e 6^ in Europa per l’insegnamento della fisica. Per questa stessa materia la prima università italiana che troviamo nella classifica è la Sapienza di Roma, che si colloca al 44° posto nel mondo, al 15° in Europa. Ebbene: mentre le tasse di immatricolazione e di iscrizione al corso di Scienze Matematiche, Fisiche e Naturali alla Sapienza di Roma costano euro 2.924 (A.A. 2016/2017), alla Ludwig-Maximilians-Universität München esse ammontano a euro 108,50 a semestre, costituiti da 52 euro per le tasse di base e da 66,50 euro per il ticket con cui viaggiare per tutta la città con i mezzi di trasporto di cui essa dispone, senza dover pagare un centesimo in più.

È chiaro adesso perché sono in Germania?

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