022 – Voglio che ogni mattino sia per me un capodanno

Mezz’ora di “notizie” relative al discorso di fine anno del Capo dello Stato, ai morti e feriti dai botti, ai festeggiamenti per il mondo. Bene. Adesso potremmo tornare alla serietà, ammesso e non concesso che le “notizie” trasmesse dai media mainstream possano mai essere serie o – dal momento che il concetto di serietà di una notizia è relativo – quanto meno veritiere? Vivo ancora in una condizione di dipendenza dalla mia famiglia e, perciò, di sudditanza nei loro confronti. Come immagino la mia vita? Senza televisione, mangiando vegetariano o vegano, in linea con i miei desideri più intimi, ritrovando la mia essenza, lontano dalla cosiddetta “civiltà” occidentale, la quale altro non è che l’espressione estrema dello sfruttamento dell’uomo sulla natura e sui suoi simili. Lontano dai dolori dell’oppressione, dall’egoismo, dall’individualismo più esasperato. Lontano dalla competizione, dall'”io ce l’ho più grande” (perché così ragiona chi vuole dimostrare di essere migliore di un suo competitore), dall’eterna finzione dello stare bene quando invece stiamo male, malissimo, perché lontani dalle nostre radici naturali. Sarà un ritorno alle origini, e ne necisseteremo tutti. Garantito.

Voglio che ogni mattino sia per me un capodanno
Antonio Gramsci, 1° gennaio 1916, Avanti!, edizione torinese, rubrica Sotto la Mole.

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