023 – Alla ricerca di me stessa

Mi sono avvicinata al mondo – o, più che al mondo, al concetto – della magia, dello sciamanesimo, del sovrannaturale alcuni mesi fa; o, forse, già più di un anno fa. Ad ogni modo, sono molto curiosa di conoscere più a fondo… il mistero – o i misteri – della natura; le credenze, le usanze, le tradizioni di popoli lontani possono appartenerci più di quanto si possa immaginare. Perché, per quanti chilometri si viaggi, per quanto lontane possano essere le popolazioni che abitano il globo le une dalle altre, tutti noi siamo accomunati da un’essenza comune. Noi esseri umani non siamo tali solo perché ci accomunano determinate caratteristiche fisiche o psichiche; no. Mi piace immaginare – e qualcosa mi dice che è veramente così – tutti noi come uniti da esperienze che superano la razionalità. In quest’ottica, le emozioni, le sensazioni, i sentimenti più o meno profondi – sebbene siano anch’essi risposte di natura chimico-fisica agli stimoli interni ed esterni al nostro organismo –, costituiscono davvero un linguaggio universale, che travalica addirittura le limitazioni e le restrizioni alla sola specie umana.

Gli animali sono più intelligenti di noi, perché sanno già – implicitamente, nel loro intimo, senza che nessuno lo dica loro – che occorre aiutarsi gli uni con gli altri. Sono a conoscenza di numerosissimi casi ed esempi di amicizia tra animali appartenenti a specie diverse. E mai, mai a nessuno di loro verrebbe in mente di sfruttare un loro simile per il proprio tornaconto, di torturarlo, di ingegnarsi nella costruzione di mezzi di distruzione di massa, di fare del male a chicchessia – nemmeno nei confronti degli umani, che pure sfruttano e uccidono gli animali.

Desidero dunque sondarmi. Tornare alle origini. Scorgere nuovi orizzonti in me; e, quindi, negli altri. Guardare alle cose con occhi nuovi, ossia diversi, più profondi, più consapevoli. Sono fortemente attratta… da tutto ciò che vi è di positivo al mondo. Mi piacerebbe entrare – anzi, ritornare – a contatto con la natura, con la sua energia. Vedete… sono convinta che l’uomo cosiddetto moderno, l’uomo contemporaneo occidentale, non veda oltre la punta del proprio naso. Pur consapevole delle mie generalizzazioni, sono convinta che egli dia fin troppa importanza alla ricerca del razionale; la qual cosa, in generale, non è sbagliata, ma occorre come sempre controbilanciarla con la ricerca di sé stessi, e quindi degli altri e dell’altro, e quindi di tutto ciò che ci circonda.

In quest’ottica e in questo preciso istante della mia vita, così frenetico, così caotico, così sfiancante e talvolta deludente, non posso non dare ascolto alla mia natura. Devo intraprendere una seria ricerca interiore. Per farlo, vorrei esplorare il mondo del mistero chiamando in causa l’astrologia, le conoscenze sui cicli lunari, sull’influenza dei pianeti sui nostri corpi, le pietre e i cristalli, gli incensi e i silenzi, le tecniche di rilassamento… è un mondo magico. Mi viene difficile anche solo pensare di avvicinarmi ad esso, provenendo io da una famiglia che mi ha educato e cresciuto al lume della razionalità più assoluta possibile. Eppure… sento il bisogno di avvicinarmici, di ritrovare me stessa. Anche per nuove vie, come quelle sopra elencate. In altre parole, sono ancora scissa e alla (forse sempiterna) ricerca di un collante che sappia mettere al loro posto i pezzi del mio essere.

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022 – Voglio che ogni mattino sia per me un capodanno

Mezz’ora di “notizie” relative al discorso di fine anno del Capo dello Stato, ai morti e feriti dai botti, ai festeggiamenti per il mondo. Bene. Adesso potremmo tornare alla serietà, ammesso e non concesso che le “notizie” trasmesse dai media mainstream possano mai essere serie o – dal momento che il concetto di serietà di una notizia è relativo – quanto meno veritiere? Vivo ancora in una condizione di dipendenza dalla mia famiglia e, perciò, di sudditanza nei loro confronti. Come immagino la mia vita? Senza televisione, mangiando vegetariano o vegano, in linea con i miei desideri più intimi, ritrovando la mia essenza, lontano dalla cosiddetta “civiltà” occidentale, la quale altro non è che l’espressione estrema dello sfruttamento dell’uomo sulla natura e sui suoi simili. Lontano dai dolori dell’oppressione, dall’egoismo, dall’individualismo più esasperato. Lontano dalla competizione, dall'”io ce l’ho più grande” (perché così ragiona chi vuole dimostrare di essere migliore di un suo competitore), dall’eterna finzione dello stare bene quando invece stiamo male, malissimo, perché lontani dalle nostre radici naturali. Sarà un ritorno alle origini, e ne necisseteremo tutti. Garantito.

Voglio che ogni mattino sia per me un capodanno
Antonio Gramsci, 1° gennaio 1916, Avanti!, edizione torinese, rubrica Sotto la Mole.