005 – Come una bolla d’aria

Buongiorno a tutti.

Finalmente ho preso la decisione di scriverVi. In realtà non è la prima volta che avrei voluto pubblicare qualcosa dopo il post 004 – Rompi gli schemi. Ci sono stati dei giorni, infatti, in cui avrei voluto condividere con Voi i miei sentimenti. Ma non l’ho fatto; non per mancanza di tempo, non per mancanza di voglia, ma per vergogna. La vergogna di non riuscire a scrivere qualcosa che potesse suscitare il Vostro interesse. In quel tentativo avevo cominciato a scrivere più o meno le stesse cose che state leggendo adesso: i convenevoli, la mia difficoltà nello scrivere qualcosa che potesse destare il Vostro interesse e la mia difficoltà nel decidermi a pubblicare le mie parole.

Sapete da dove nasce la mia difficoltà nel pubblicare un post del genere? Dal fatto che finora non ho detto nulla di concreto. Nulla. Non ho parlato di alcun tema in particolare; ho solamente denunciato la mia difficoltà nel pubblicare un post che non focalizzi l’attenzione su di una tematica ben precisa, esattamente come nel caso del presente articolo. Ecco, il fatto di scrivere del (quasi-) niente è per me motivo di vergogna. Ma se state leggendo queste parole, la vergogna è stata da me superata. È questo un qualcosa di positivo o di negativo, aver superato la vergogna per aver pubblicato un post che non parla di niente? Dovrei pensarci per dare la risposta. La risposta non deve essere per forza solo sì o solo no, ma anche una via di mezzo che comprenda le motivazioni afferenti a entrambe le possibili scelte. A me piacciono le risposte motivate. Da questo punto di vista mi piacciono anche le risposte sbagliate, purché appunto motivate.

Stavo dimenticando di dirVi che il mio saluto iniziale (“buongiorno”) non va inteso in senso “letterale”, ma nel senso più generale di “ti/vi saluto” che soprastà anche alle altre forme di saluto, come buonasera, ciao, ecc. Dico questo perché potrebbe capitare che qualcuno di Voi legga le mie parole in un momento della giornata in cui non si userebbe più la formula di saluto “buongiorno”. Ho voluto fare questa precisazione per evitare di passare per una persona superficiale che non si interessa delle istanze dei proprî lettori.

Adesso è meglio se finisco qui il mio messaggio, giacché la fiamma, la propulsione iniziale che mi ha spinto a scriverVi va man mano esaurendosi. Però ricordateVi che nei giorni in cui non scrivo alcun post potrei avere voglia di farlo, ma non sapere bene che cosa scrivere. Vale dunque il discorso aperto – e fra poco chiuso – nel presente articolo.

Buona giornata (inteso non per forza in senso “letterale”).
Vi abbraccio, statemi bene.

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